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martedì 22 febbraio 2022

20:02 (CET)

Eccovi lì. Vi vedo. Vi vedo!

Voi - che, per inciso, probabilmente non siete altro che gli occhi del Pinciuz del futuro che torna a leggere codeste pinzillacchere (e notate che nell'inciso c'è un inciso che dice "per inciso") -  voi state lì, trepidi, tiepidi, sapidi, quasi un po' stupidi, ma di certo stolidi, a ricercare tra queste righe la cosa che vi aspettate.

È giunto il giorno da tutti acclamato, declamato e conclamato, l'enfatizzata data palindroma, il numero ambigramma, quel tripudio di 2, con giusto un paio di zeri in mezzo (sì, perché anche gli zeri sono due!), che tanto sconvolge i visi atteggiati a vario grado allo stupore, al divertimento, al "oh, ma che buffo è il mondo", giusto quel tanto - o poco - che ci vuole a stornare l'attenzione da fatti ben più gravi di una mera convenzione cronologica.

È il 22/02/2022. Bello. Embè? Vi pare importante? Così importante? E state lì trepidi e stupidi (parlo ai miei due occhi del futuro, non v'offendete) a vedere cosa mai il Pinciuz scriverà in codesta festosa data.

E il Pinciuz, che tutto sommato è un fanfarone e un perdigiorno, scrive.


Facciovi notare che la somma delle cifre è 12, la cui somma delle cifre è 3. E tre sono infatti i numeri coinvolti.

La somma dei numeri è 2046, la cui somma delle cifre è 12, la cui somma delle cifre è 3.

Il totale delle cifre coinvolte è 8, che graficamente è un 3 specchiato a sinistra. Cioè due tre.

venerdì 4 dicembre 2020

(più natalizio di quanto sembri)

Ci sono questioni spinose che prima o poi vanno affrontate. Per una di queste, il momento di parlarne è giunto, inutile temporeggiare oltre. Pertanto, se il bagno è libero, ci concediamo un po' di spazio per parlare di cibo. Cessate di sbarrare gli occhi, ho proprio scritto "se il bagno è libero".
Già, perché la questione non è tanto l'assunzione del cibo, ma il suo licenziamento. Quel momento in cui ciò che era stato assunto a far parte di noi [musichetta di sottofondo: è meraviglioso far parte di un team...] viene licenziato, con una – si spera – buonuscita.
E qui si pone il problema: che tipo di contratto s'era fatto, all'assunzione?
Era a tempo indeterminato? Come quello che si fa a certa ciccia che inesorabilmente si deposita inesteticamente in certe parti del corpo? O era a tempo determinato? Magari, per i più avvezzi alle terminologie del mondo del lavoro, un co.co.co., o un co.co.pro.? Termini che peraltro potrebbero rispecchiarsi onomatopeicamente nel momento di salutarsi e andare ciascuno per la propria strada.
Ma c'era un scadenza determinata per la conclusione del rapporto impiegatizio, o si è giunti alla fine per "giusta causa"? Non pochi mal di pancia sono derivati da tali questioni. La presunzione di sapere porta a darsi delle arie, e per carità, meglio fuori che dentro, tuttavia si raccomanda di assumere con moderazione per licenziare con correttezza.

(no comment)


martedì 30 dicembre 2008

perdi la cognizione del tempo quando leggi. è mattina perché *lì* è mattina. è sera quando *lì* è sera.
sei a new york in primavera a mezzanotte, e appena chiudi il libro ti accorgi che sono le 10.44 del 30 dicembre. in italia. ed è quasi inspiegabile.
soffri perché il personaggio soffre ed esulti quando vince. ti ubriachi con lui (o lei, che sia), odi o ami, piangi o ridi. ti compiaci della sua furbizia.
la tua vita ha un senso. è lì. è fatta. è già scritta.

ho ricominciato a leggere di brutto. e mi piace da impazzire.

giovedì 18 dicembre 2008

Monologo del minimo sistema

Personaggi:
Il Sistema Immunitario
Voce fuori campo

VOCE FUORI CAMPO: ...e così tra un po' è Natale...
SISTEMA IMMUNITARIO: Iuhu! Vacanza!



(antipiretici)

martedì 17 giugno 2008

Immaginate di essere un elefante.
Un vostro amico, tipo un'antilope o una scimmia, o anche un leopardo magari, vi invita nella sua cristalleria per farvi vedere i suoi ultimi preziosissimi acquisti.
Immaginatevi lì, nella cristalleria del vostro amico.
Le distanze tra gli scaffali carichi di oggetti non assomigliano neanche lontanamente alle proporzioni dell'ikea.
E voi siete un elefante.
Se vi muovete, romperete sicuramente qualcosa. Se non vi muovete, rimarrete bloccati per sempre, e morirete lì.
Avendo voi altro da fare nella vita che non imputridire in una cristalleria, optate per il muovervi.
Ve l'ho detto, romperete sicuramente qualcosa. E sarà qualcosa di molto prezioso, non c'è scampo.
E il vostro amico, essendo tale, non si arrabbierà, non dirà assolutamente niente. Forse impallidirà un poco, e il suo sorriso quando vi congederete sarà leggermente tirato. E' un vostro amico.
Immaginate il vostro disagio.
Voi, un elefante, in una cristalleria.

Immaginate lo scettico blu che va in un negozio di vestiti.

(è come se le mie mani, degne figlie del mio nome, fossero delle fontane di inchiostro indelebile blu. tocco i vestiti, giusto per giustificare il fatto di essere lì, e inevitabilmente tutto ciò che sfioro si macchia irreparabilmente. e le commesse restano impassibili, vittime di un incantamento che impedisce loro di sbattermi fuori a calci. come vorrei conoscere il controincantesimo.)

domenica 25 maggio 2008

Dell'autoreferenzialità di tvvitter...

...e sua conseguente insensatezza

Dal momento che l'unica cosa veritiera che vi potreste scrivere è "*tizio* scrive un messaggio su twitter".

Tu quoque Le*i, guru mihi! :-(
Tu quoque Ma**i**, guru mihi! :-)

domenica 20 aprile 2008

Luce crepuscolare, il sole è già tramontato e gradatamente il cielo diventa nero, l'illuminazione stradale impedisce al buio di inghiottirmi, aiutata dai semafori e pochi fanali di passaggio. La temperatura è ideale, semplicemente perfetta. Le strade sono larghe, le mie due ruote hanno dalle due alle quattro corsie su cui spaziare in quasi totale libertà. Non c'è conquista, non bramiamo al possesso delle strade. Silenziosamente passiamo, andiamo oltre.
Le mie prestazioni fisiche hanno un rendimento proporzionale all'odio che ho in corpo. E' un dato interessante. I muscoli si tendono con alternanza ritmica, senza un pensiero, senza sforzo perché niente in me si dà pena di rilevare quello sforzo, tutto è volto altrove, a quell'odio traboccante ora così difficile da nascondere.
E lentamente, senza pensare, al ritmo del mio sangue, in modo incosciente ed indolore mi riconquisto, mi riavvicino, mi riappacifico con me. (schizofrenia? me lo chiedo sempre più spesso)

Io, la mia bici, nella notte. Meno male. Forse sì, forse c'è ancora qualcosa di bello.

giovedì 25 maggio 2006

Uffi

Uffi uffi uffi.
Sbuffo uffi come uno stantuffo.
Mi arruffo e risbuffo!


(Dedicato all'anonimo che voleva che gli raccontassi qualcosa di nuovo, cfr. commento del 23 maggio 2006, ore 12:28)


Sì, lo so che lui voleva che vi raccontassi qualcosa di nuovo... ma questo è un post personalizzato.


martedì 4 aprile 2006

Eureka

Scoprii, non long time ago, che il numero dei miei fedeli e affezzionati lettori aumentò. Imperciocchè mi dissi "dovrò scrivere cose più intelligenti". Già. Bene. Come fare? Non riescoci. Pensovi con intenzione e ripetitivamente applicomici senza risultati. Risultante l'ingarbugliamento infastidente dei miei tre neuroni. Due si sono attorcigliati strangolando le sinapsi, l'altro li saluta da lontano senza abbracciarli. Svolgonosi e riavvolgonosi siccome videotape. Aggrumanosi nella net, addormonosi. Che fare? Achtung, rallento l'attività on my head. Non c'è più attività. Svaniscemi l'hard disk. Fondemi la ferraglia pesante. Affogo. Facciomi forza, impegnomi. Ergo riemergo dal gorgo. Ritrovomi scrivente su schermo lampante. Ma sempre rimangon scemenze.

giovedì 16 marzo 2006

Il morbo

Il morbo mi colse! Sventura su di me!

Mi prese alla gola morboso e ammorbante e con passo felpato m'indusse suadente a sostare ammorbato nel letto morente. Il morbo spaziante nel cavo espirante mi rese affannoso e assente di fiato. Il morbo penoso di forze affamato, il morbo - malnato! - assai dispettoso. Il morbo mi tenne nel letto ancorato, distante dal luogo codesto, eppur torno! Il morbo graffiato, eroso, limato, il morbo aggredito è ormai debellato. E torno vincente esultante ammirato, e sfolgoro indenne da voi evocato.