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venerdì 22 marzo 2024

(S)Fido

è sempre stato un cane molto buono.
incredibile, che sia morto di rabbia.


(schiuma)

martedì 22 febbraio 2022

20:02 (CET)

Eccovi lì. Vi vedo. Vi vedo!

Voi - che, per inciso, probabilmente non siete altro che gli occhi del Pinciuz del futuro che torna a leggere codeste pinzillacchere (e notate che nell'inciso c'è un inciso che dice "per inciso") -  voi state lì, trepidi, tiepidi, sapidi, quasi un po' stupidi, ma di certo stolidi, a ricercare tra queste righe la cosa che vi aspettate.

È giunto il giorno da tutti acclamato, declamato e conclamato, l'enfatizzata data palindroma, il numero ambigramma, quel tripudio di 2, con giusto un paio di zeri in mezzo (sì, perché anche gli zeri sono due!), che tanto sconvolge i visi atteggiati a vario grado allo stupore, al divertimento, al "oh, ma che buffo è il mondo", giusto quel tanto - o poco - che ci vuole a stornare l'attenzione da fatti ben più gravi di una mera convenzione cronologica.

È il 22/02/2022. Bello. Embè? Vi pare importante? Così importante? E state lì trepidi e stupidi (parlo ai miei due occhi del futuro, non v'offendete) a vedere cosa mai il Pinciuz scriverà in codesta festosa data.

E il Pinciuz, che tutto sommato è un fanfarone e un perdigiorno, scrive.


Facciovi notare che la somma delle cifre è 12, la cui somma delle cifre è 3. E tre sono infatti i numeri coinvolti.

La somma dei numeri è 2046, la cui somma delle cifre è 12, la cui somma delle cifre è 3.

Il totale delle cifre coinvolte è 8, che graficamente è un 3 specchiato a sinistra. Cioè due tre.

sabato 10 ottobre 2020

3pDante

Se dovessimo definire Dante con tre "p" che cosa diremmo? "Poeta", senz'altro, lui è il sommo. "Parlatore"? Chi può dirlo? Magari balbettava, o s'intimidiva, o provava quella lieve stizza un po' snob tale da non desiderare di mettere gli altri a parte delle proprie parole (quante "p", qui! un'allitterazione!).

"Partigiano"? Questo sì. Da buon ghibellino lo si potrebbe ben definire di parte. E, per inciso, partigiano ma non "parmigiano", ch'egli era fiorentino, e lì di 'p' non ve ne sono.

E allor che altro? Prosatore? Pagliaccio? Pittore? Picaresco? Pittoresco? Papà?

Sì, Dante era papà. Anche se della sua posterità (Pòstero?) poco ci s'immischia, liquidata in una riga, o poco più, sull'enciclopedie.

Ma senz'altro "padre" - sì, sì, state quieti lì voi che saltellate con la mano alzata strillando "è il padre della lingua italiana!" -, questa la terza "p". 

Dante: il padre, il poeta, il partigiano.

Sempreché, come si diceva, si volessero applicar tre "p" (a) Dante.


Trepidante.

Come il Pinciuz, quando apprende che oggi è il 10 10 2020. E non tornerà mai più. 

lunedì 18 marzo 2013

At-tènti!

A scuola andavo male in disegno tecnico.
Rompevo le righe.

martedì 3 febbraio 2009

Mi lascio ipnotizzare dalla mostra, accattivante nonostante la gente che l'affolla. Incasso la delusione di un laboratorio di enigmistica troppo veloce e troppo poco coinvolgente. Poi gioco a calcio telecomandando un robot, segno, e sono felice.

giovedì 13 luglio 2006

Dòminali!

Ma sì, parlo anch'io dei mondiali! E vi racconto com'è stata bella la finale.

Domenica sera me ne stavo tranquillo e sereno a leggere e sottolineare un libro interessante nei miei quattro metri quadri, quando dalla finestra socchiusa giunse un urlo improvviso. E scoprii un nuovo gioco: indovinare, dalle reazioni udibili della mia città, cosa accadeva contestualmente su un prato a centinaia di chilometri di distanza.
Non ne ho azzeccata una, inutile dirlo, ma la mia cronaca personale della partita è stata molto più divertente di quella originale. Fidatevi.