lunedì 9 novembre 2020

1/2k, 85p

Curioso, quel gatto. Il problema era da dove fosse entrato. Non c'erano porte o finestre aperte, quindi non poteva che essere passato dal buco della serratura. O dal camino, sempre che ce ne fosse uno.

Il blogger si guardò attorno perplesso. Non fece però in tempo a domandare "in che accidenti di posto mi trovo?", frase che avrebbe pronunciato con modi da smargiasso (probabilmente al fine di impressionare il gatto), che il felino, con un qual certo fare garbato, iniziò a raccontare la sua storia.

lunedì 2 novembre 2020

1/2k, 78p

Stava fissando lo schermo già da un po', sfiorando distrattamente il mouse ogni tanto, giusto per mantenerlo acceso. Si stava annoiando di tutto quello scrivere autoreferenziale. Ci voleva una complicazione, un'avventura.

Stava rimuginando sul termine avventura, quando si rese conto che in casa era entrato un gatto. Doveva essere entrato senza far rumore, a passi felpati, cosa che giustamente ci si poteva attendere da un felino, e ora era seduto sul tappeto davanti al divano, con aria noncurante.

sabato 10 ottobre 2020

3pDante

Se dovessimo definire Dante con tre "p" che cosa diremmo? "Poeta", senz'altro, lui è il sommo. "Parlatore"? Chi può dirlo? Magari balbettava, o s'intimidiva, o provava quella lieve stizza un po' snob tale da non desiderare di mettere gli altri a parte delle proprie parole (quante "p", qui! un'allitterazione!).

"Partigiano"? Questo sì. Da buon ghibellino lo si potrebbe ben definire di parte. E, per inciso, partigiano ma non "parmigiano", ch'egli era fiorentino, e lì di 'p' non ve ne sono.

E allor che altro? Prosatore? Pagliaccio? Pittore? Picaresco? Pittoresco? Papà?

Sì, Dante era papà. Anche se della sua posterità (Pòstero?) poco ci s'immischia, liquidata in una riga, o poco più, sull'enciclopedie.

Ma senz'altro "padre" - sì, sì, state quieti lì voi che saltellate con la mano alzata strillando "è il padre della lingua italiana!" -, questa la terza "p". 

Dante: il padre, il poeta, il partigiano.

Sempreché, come si diceva, si volessero applicar tre "p" (a) Dante.


Trepidante.

Come il Pinciuz, quando apprende che oggi è il 10 10 2020. E non tornerà mai più. 

giovedì 8 ottobre 2020

-sfumato-

Ho capito i danni del fumo durante una lezione di Paleografia latina.

E sì che l'attenzione non m'era mai mancata.

Notevole. E un po' bizzarro.



martedì 29 settembre 2020

1/2k, 81p

Non erano poi queste grandi decisioni. Scrivere questa o quella cosa... Era poi così importante? Non poteva bastare lo stile a giustificare tutto quel pigiare di tasti? Qualcuno avrebbe apprezzato. O no? Ma forse no, forse non bastava.
La realtà è che sentiva quel momento come gravido di possibilità. Se avesse scelto bene, forse sarebbe stata la svolta, quella che aspettava. L'evento che muove l'azione e trasforma una vita comune in una storia da raccontare. Se avesse scelto con accortezza, se...

martedì 15 settembre 2020

sabato 5 settembre 2020

1/2k, 74p

Affrancàtosi da tediose sequenze numeriche, il bloggatore si trovò -neanche a dirlo- in panne. Cosa scrivere? Di cosa occuparsi? Era forse lo scetticismo, tale da fare di lui un titolato in merito, sufficiente a giustificare delle manciate di parole buttate giù alla bell'e meglio? D'altra parte, era necessario giustificare? Insomma, chi aveva stabilito che bisognasse proprio ingraziarsi il pubblico? E quale pubblico, poi? C'era qualcuno là, a leggere quella spolverata di caratteri sullo schermo?